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Se ripenso alle merendine di quando ero bambino, anche a me tornano in mente confezioni e pubblicità memorabili e gustose che poi lasciavano il posto a merendine che forse un po' ci assomigliavano.
Vale lo stesso per i vari hamburger che trovi nei fast food, ma indimenticabile è stato un piatto servito in aereo su una tratta medio lunga.
Il coperchio presentava una pasta splendida, il contenuto sembrava l'omogeneizzato di pollo che mangiava Alice quando era piccola!!!
Dopo tanti mesi e tante notizie di rientro poi rivelatesi fasulle, rivedere Steve Jobs sul palco a presentare le novità di Apple (che ovviamente mi piacciono tutte tutte tutte) fa proprio piacere.
Bello anche il suo invito ad essere donatori di organi, argomento delicato, ma che mi sta molto a cuore.
Da repubblica.it
L'EVENTO
Apple, Jobs torna sul palco
e mostra l'iPod con la camera
Prima apparizione in pubblico dell'amministratore delegato di Apple. Magro meno delle altre volte e sorridente. Accolto da un lungo applauso. Poi il nuovo Osx per iPhone, il nuovo iTunes, e i nuovi iPod Nano con videcamera e microfono dal nostro inviato ERNESTO ASSANTE
LONDRA - Steve Jobs è tornato. E con la sua calma, i suoi jeans, la sua maglietta nera, ha scaldato l'atmosfera dello Yerba Buena Center di San Francisco per presentare la nuova strategia della Apple per i prossimi mesi. Magro, ma meno delle ultime apparizioni, sorridente, il fondatore è stato accolto da un lunghissimo applauso della platea. "Sono veramente felice di essere qui", ha detto. "Come qualcuno sa ho avuto un trapianto di fegato, un organo proveniente da una persona deceduta in un incidente d'auto, un 20enne che è stato abbastanza generoso da donare i suoi organi. Spero voi tutti possiate essere altrettanto generosi e scegliere di diventare donatori di organi". Per il numero uno di Apple, 54 anni, si è trattato della prima apparizione pubblica dallo scorso ottobre, cioè da quando fu ricoverato per sottoporsi a un trapianto di fegato. Ha parlato per quindici minuti di fronte ad un auditorium gremito.
Chi aspettava l'annuncio dell'accordo con i Beatles per il download della loro musica su iTunes è rimasto deluso. Jobs non ha chiuso l'accordo con McCartney, Ringo e gli eredi di John e George, per avere i Beatles on line bisognerà aspettare ancora. Chi invece voleva sapere se il ritorno di Jobs segnava l'inizio di una nuova stagione alla Apple può dirsi soddisfatto, perché di sicuro i segnali che Jobs ha mandato dal palco di San Francisco sono quelli di un azienda che non solo è sana e ha successo, ma che vuole allargare ancora di più i suoi confini.
E vuole farlo con quella piccola macchina che ha un nome di sole quattro lettere che, dal 2001 ad oggi, sta contribuendo a cambiare il mondo dell'intrattenimento personale, ed ha letteralmente rivoluzionato quello della musica, l'iPod. Fino ad oggi la Apple ne ha venduti 225 milioni, ma l'obbiettivo è, ovviamente, di venderne molti di più. Ma il mercato dei lettori mp3 è quasi praticamente saturo, sono pochi quelli delle nuove generazioni che non ne hanno uno, e molti dei "vecchi" non consumano musica in maniera così sostanziale da giustificarne l'acquisto.
Ecco allora che Jobs, pur annunciando una nuova versione del sistema operativo di iPod touch e iPhone, il 3.1, una nuova versione di iTunes, la nona, con un look tutto nuove e molte funzioni rinnovate, anche se introduce una straordinaria novità musicale, quella degli "album", ovvero la rilettura in era digitale del vecchio formato del 33 giri, con tanto di contenuti extra, copertine e note, testi da leggere e molto altro ancora, punta soprattutto a conquistare un pubblico non musicale con i suoi prodotti.
Ecco quindi che l'accento maggiore viene messo sull'iPod Touch, non tanto come lettore mp3, e nemmeno come ottima "internet device", per gestire mail e social network come Facebook o Twitter. No, Jobs per fare questo ha inventato l'iPhone, che secondo i dati che mostra è diventato lo smartphone di maggior successo in Europa, macchina che ha un "radioso futuro" ma che è costosa e destinata ad un pubblico "adulto". Meglio puntare sull'iPod, piccolo, economico, ma estremamente versatile, in grado di colpire un pezzo di mercato che ancora la Apple non aveva affrontato in maniera radicale, quello dei videogiochi.
Che questo fosse il terreno di sviluppo principale lo si era già capito nei mesi passati, ma la conferenza stampa di San Francisco ha mostrato chiaramente che l'obbiettivo della Apple è muoversi all'attacco di Sony e Nintendo, che con le loro Psp e Ds dominano il mercato del videogaming portatile e sono nelle tasche di milioni di adolescenti. La Apple punta a presentare l'iPod Touch come la macchina da gioco più versatile (oltre 21.000 giochi disponibili, contro i seicento della Psp e i tremila e settecento del Nintendo Ds, sottolinea Phil Schiller, vice di Jobs), ma soprattutto come la più economica sia come macchina che per i giochi (che hanno prezzi spesso anche quattro volte inferiori a quelli delle altre macchine da gioco).
L'iPod Touch scende di prezzo, partendo da 189 euro per il modello da 8 giga, offrendo agli utenti un lettore mp3, un pocket computer, un dispositivo per i giochi e l'accesso all'App Store di Apple con oltre 75.000 applicazioni. iPod touch ha la classica interfaccia utente Multi-Touch di Apple, uno schermo widescreen in vetro da 3,5", Wi-Fi, Bluetooth, accelerometro e speaker integrati, il tutto racchiuso in un design metallico ultra-sottile. Perfetto da tenere sempre con sé in tasca. Oltre a quello da 8 giga ci sono anche gli iPod touch da 32GB a 279 euro e il modello da 64GB a 369 euro. Se il Touch resta lo stesso, così come il Classic (anche se con un prezzo ridotto e memoria cresciuta) cambia invece l'iPod Shuffle, il più piccolo lettore mp3 al mondo, con un nuovo look colorato e alcune nuove funzioni di gestione vocale e di playlist.
La musica, internet, i videogiochi. Quale altro mercato può essere aggredito con successo dalla Apple? Quello delle videocamere portatili, quello dei piccoli gadget da tasca che possono realizzare filmati da condividere attraverso i social network o, soprattutto, con YouTube.
Ecco quindi arrivare il nuovo iPod Nano, uguale nella forma al vecchio modello ma con in più una piccola videocamera che permette di girare dei filmati e di spedirli a YouTube con un solo clic. "La videocamera tascabile più piccola ed economica del mondo", tiene a sottolineare Jobs, "che al tempo stesso è anche un eccellente iPod. Il video è esploso negli ultimi anni, un miliardo di streams al giorno su YouTube lo testimoniano. Noi vogliamo esserci".
Altro che musica, altro che "rock'n'roll": Jobs guarda al mercato consumer con grande attenzione e non si limita a seguire i trend del successo, li vuole allargare, trovando spazio per le sue macchine. Il nuovo iPod Nano punta alla generazione dei social network, alla condivisione dei video, non solo alla musica, offrendo una videocamera piccola, economica, portatile, perfetta per i giovanissimi e con un prezzo abbordabile. iPod nano presenta un display più ampio da 2,2" (5,6cm)per navigare, visualizzare le copertine degli album e girare o guardare video clip più agevolmente. Altra novità è la radio FM integrata con messa in pausa live e iTunes Tagging. La messa in pausa live permette agli utenti di iPod nano di mettere in pausa e riprendere la riproduzione delle loro trasmissioni radio FM preferite. iTunes Tagging invece consente agli utenti, quando ascoltano un brano che li colpisce particolarmente, di "etichettarlo" per poi riascoltarne un'anteprima e acquistarlo quando sincronizzano il lettore con iTunes. iPod nano presenta inoltre la funzione Genius Mixes, che crea automaticamente fino a 12 mix infiniti di brani che suonano bene insieme, dalla libreria di iTunes. E c'è anche un contapassi per i maniaci del fitness.
A chiudere l'incontro non arrivano i Beatles ma Norah Jones, che presenta dal vivo un brano del suo nuovo disco. Niente Beatles dunque, la mela dei Fab Four e la mela di Steve Jobs rimangono ancora separate. La musica dei Beatles non è ancora scaricabile legalmente. Dovremo aspettare ancora.
TENNIS
Pennetta, che impresa
Zvonareva ko, ora Serena
La brindisina annulla sei match point alla fortissima russa e vince in tre set: 3-6, 7-6, 6-0. Nei quarti incontra la più giovane delle Williams. Fuori Francesca Schiavone
NEW YORK - Straordinaria Flavia Pennetta. Dopo tre turni in cui aveva concesso solo sei giochi alle sue avversarie, si trova davanti sul centrale di Flushing Meadows intitolato ad Arthur Ashe, una fortissima Vera Zvonareva (numero 7 del tabellone), va sotto, sembra persa, annulla sei match points tra il dodicesimo gioco e il tie break del secondo set, poi torna padrona e travolge la russa con un secco 6-0 nella terza partita: 3-6, 7-6, 6-0 è il risultato che passa ai referti e anche, un po', alla storia.
La brindisina, dunque, entra a vele spiegate nella seconda settimana degli Us Open, ripete, come minimo, il prestigioso risultato dello scorso anno, mantiene tranquillamente il decimo posto nella classifica mondiale e potrebbe addirittura migliorarlo se riuscisse, martedì sera, nella straordinaria impresa di battere Serena Williams. Ma è la trasformazione complessiva di Flavia che, ormai, colpisce e impressiona. Mai, in passato, avrebbe vinto una partita come questa; sicuramente la vecchia Pennetta non avrebbe mandato ai pazzi la Zvonareva scippandole sei "palle della partita" cinque delle quali con attacchi vincenti. La nuova Pennetta è capace di questo e altro e il pubblico newyorkese l'ha adottata tributandole ovazioni da star alla fine del match con la russa. Con Serenona, chiaramente, la Pennetta è sfavorita, ma dalla sua ci sono molte più certezze, tanta fiducia e la consapevolezza di non aver nulla da perdere.
Anche questa sera Flavia era partita bene: servizio tenuto e subito break per il 2-0. Sembrava la Pennetta dei primi tre turni, praticamente ingiocabile da tutte le sue avversarie. Ma Zvonareva, vestitino bordeaux con gonnellino a pieghe francamente inguardabile, ginocchia incerottate e occhi concentratissimi sotto la visierona paraluci bianche, è tennista di pasta diversa. La russa comincia bombardare negli angoli l'azzurra cui non entra una prima che sia una. Flavia ne prova tante, ma tutte le strade sembrano chiuse e Vera imbrocca una serie di sei game a uno che le danno il primo set con pieno merito.
Pennetta, forse, avrebbe bisogno di un colloquio con il suo coach Urpi, ma nei tornei del Grande Slam non si può e la ragazza deve trovare dentro di sé la forza di restare in una partita che non sembra più sua.
Il secondo set, infatti, va subito un po' meglio. Flavia, che ha perso quattro servizi nella prima partita, va su regolare fino al 4-4. Poi strappa il servizio all'avversaria e serve per il set. Qui viene fuori la classe della russa: attacca, non lascia scampo all'azzurra e infila due game consecutivi. Il dodicesimo game è il centro di questo grande match. Per quattro volte, la Zvonareva si conquista il match point, per quattro volte l'azzurra glielo annulla con grandi attacchi. Qui si vede la nuova Flavia: mai quella di un tempo sarebbe riuscita in un'impresa del genere; avebbe tirato due moccoli in ispano-pugliese e se ne sarebbe andata a casa. Questa, invece, è un'altra donna: un impasto micidiale di forza tecnica, agonismo, carattere e grande testa. Il pubblico esigente di Flushing Meadows l'ha capito, ha fatto un tifo spietato per lei e molti, anche tra gli addetti ai lavori sperano che la brindisina possa essere la grande sorpresa del torneo.
Nell'intervallo, Flavia, si stende per terra e si fa massaggiare a lungo. La russa, seduta poco più in là, la testa coperta da una grande asciugamano bianco, riflette sulle sue nefandezze.
Inizia il terzo set, ma i fantasmi non lasciano Vera. La ragazza russa non fa in tempo a rendersene conto e si trova sotto di due game. Dall'altra parte della rete, ormai, c'è una tigre assetata di sangue. Allora, Zvonareva, disperata, la mette sul psicologico. Va dal giudice di sedia e le chiede tempo per cambiare le fasciature alle gionocchia che, evidentemente, le danno fastidio. Quella, a norma di regolamento, risponde picche e Vera, come una bambina si strappa bende e cerotti consegnando le sue reliquie a uno storidito raccattapalle. Sull'orlo di una crisi di nervi, la russa viene presa a pallate da Flavia per tre game. Poi la brindisina va a servire per il match e, come una nemesi, chiude alla prima occasione. Martedì sera incontrerà Serena Williams per un posto in semifinale. Parte ovviamente sfavorita, ma se Serenona ha dato un'occhiata al match di questa sera, è possibile che qualcuno dei fantasmi di Zvonareva si sia insinuato anche nel suo fragile e gigantesco cuore. Vedremo.
Fuori Schiavone. Nel pomeriggio, Francesca Schiavone si è arresa un po' troppo quietamente alla cinese Na Li: 6-2, 6-3 il punteggio. Stranissimo il punteggio dell'incontro nel quale la rediviva belga Kim Clijsters ha battuto Venus Williams: 6-0, 0-6, 6-4. La belga, che, adesso, sembra candidata a un posto in finale, se la vedrà proprio con Na Li
In campo maschile convincente vittoria di Rafael Nadal, testa di serie n. 3, contro il connazionale spagnolo Nicolas Almagro (testa di serie n. 32), battuto in tre set per 7-5, 6-4, 6-4. Entrambi i giocatori hanno dovuto fare ricorso alle cure del medico durante l'incontro per problemi muscolari. Agli ottavi anche l'argentino Del Potro che ha battuto l'austriaco Daniel Koellerer 6-1, 3-6, 6-3, 6-3.
Da Repubblica.it:
La Microsoft è stata accusata di razzismo per aver sostituito in una pubblicità l'immagine di un impiegato di colore con un uomo bianco.
La fotografia, che mostra alcuni dipendenti seduti attorno a un tavolo (tra cui una donna bianca e un asiatico), appariva sulla versione statunitense del sito della compagnia.
Nella stessa immagine presente sul sito polacco, l'uomo di colore è stato sostituito da un uomo bianco.
I blogger si sono accorti del fotoritocco anche perché le mani dell'uomo erano rimaste scure.
In poco tempo, l'immagine modificata ha invaso la rete.
La Microsoft ha subito provveduto a cancellare la fotografia incriminata e ha avviato un'indagine interna per scoprire i responsabili.
Il fatto in sè non è poi così strano e non credo neanche che Microsoft si sia così indignata.
Praticamente tutte le multinazionali adattano le loro campagne di marketing in funzione del target che andranno a servire.
Ricordo di una campagna di lancio per alcuni server IBM che doveva essere d'impatto, veloce e diretta alle PMI oltre che un po' fuori dalle pubblicità solite di IBM.
Il nostro marketing aveva scelto di far lanciare questi prodotti da un rapper; figura difficile da portare sul mercato europeo (improponibile ad esempio su quello inglese).
Così è stato, ma il rapper è stato ingaggiato, pulito e stirato.
Dal cavallo dei pantaloni al ginocchio e dal cappellino storto, si è trasformato in un ragazzo sbarbato in jeans e camicia bianca (ma fuori dai jeans, quindi gli inglesi avrebbero dato fuori di matto !!!!).
Quello che fa parlare di queste immagini è che, ovviamente ed esclusivamente per motivi di business, Microsoft si trova ad "assecondare" le idee antisemite di una parte della Polonia.
Inoltre diciamolo.... ma quanto male le hanno taroccate ste foto?
Un amico ieri sera mi ha detto che se le avesse dovute modificare lui non solo lo avrebbe fatto meglio, ma avrebbe fatto le tette più grosse alla tipa in primo piano ! ^_____^
Buona giornata.
Credo che ormai tutti avete capito il mio rapporto con FB... lui non capisce me, io non capisco granchè lui.
Lui vive bene, credo, comunque ed anche io nonho grossi problemi (anche se sembra che quslche amico "abiti " solo tra le pagine di FB e quindi ci si debba per forza trovare là.
In ogni caso, vi segnalo un amico... (credo di averlo fatto anche via FB, ma non ci metterei la mano sul fuoco!):
Buongiorno e buon giovedì...
La mia Alice sta diventando ogni giorno più brava (oltre che più bella, naturalmente!).
Negli ultimi giorni le è spuntata una proprietà nel disegno che prima assolutamente non aveva e siccome il suo mondo più prossimo è fatto dalla sua mamma e dal suo papà, abbiamo la casa tappezzata da "ritratti di famiglia"!:
.. oppure di lei ed il cuginetto:
Mi somiglia un sacco, non trovate? Ho pure mani e piedi !!! :))
Ci tenevo anche a farvi vedere questo disegno:
E' di Josè Alfredo, un "fratellino" di Alice (ed Irene) che vive in Guatemala.
Il più delle volte l'adozione a distanza è una voce dell'estratto conto, che si perde tra i prelievi al bancomat o le spese alla Coop, ma ricevere un disegno, un lavoretto da questi bimbi è sempre una gioia.
In tanti anni, ho visto migliorare le sue capacità manuali e nel disegno in particolare, esattamente come la mia Alice; prima Josè Alfredo colorava dei disegni pre-stampati, oggi ne ha fatto uno tutto suo.
Domani spediremo uno dei nostri "ritratti" a Josè Alfredo: un disegno tanto bello merita una risposta ancor più meravigliosa!
PS - www.intervita.it
Un bacioooooo...
Schizzi a matita e colorati disegni 'emigrano' dalla carta per decorare con fantasia gli accessori della tavola.
Tra vere e proprie opere grafiche e graffiti ironici, Kitchens ti presenta alcuni delle proposte più belle del momento.
Arte in tavola
Tratto delicato e atmosfere fantastiche: lo stile dell'illustratrice
americana Re Jin Lee ricorda i libri di fiabe e si abbina in modo
perfetto a oggetti in ceramica.
Illustrazioni che contagiano Tra le ultime proposte nate dalla fantasia dell'artista c'è 'Tea Bag and Tea Spoon Cup and Saucer', una tazza con stilizzata sulla superficie una bustina di tè e un cucchiaio e il set di piatti dedicato alle stagioni 'The four season Plate set'. Sono entrambi in vendita su Etzy.
Un tratto apparentemente semplice, arricchito da poetica ironia, caratterizza i lavori della giovane Hanna Melin.
Decorazioni vintage ispirati a memorie, paesaggi e ritratti con i quali personalizza cuscini, lampade, piatti, tovagliette e portaposate.
Si possono acquistare direttamente sul suo shop on line.
Disegno per giocare
Ecco la scusa perfetta per giocare con il cibo! Jason Amendolara ha realizzato un'idea molto semplice, ma in grado di intrattenere i più piccoli e - perché no - anche i grandi. Si chiama Food Face ed è un piatto con un omino stilizzato che i bambini possono divertirsi a decorare con i cibi.
Ready meals di Soop è invece un set di sette bizzarri piatti - uno per ogni giorno della settimana- dove sono disegnate le sagome degli ingredienti tipici della colazione.
Ognuno potrà trovare quindi la posizione esatta della sua pietanza preferita.